Volevo cambiare, ma non avevo la forza


Mi chiamo Michele e sono originario di un paese del Gargano. Chi mi vede adesso pensa: "Ecco una persona comune con la sua vita tranquilla". Ma fino a quasi 26 anni non ero poi tanto tranquillo. Anzi! Ero così tranquillo che a 12 anni
    
... non ci fu più un giorno
passato a mente lucida...
già fumavo sigarette e dai 14 in poi non ci fu più un giorno passato a mente lucida. Non volevo essere lucido perché avevo paura di affrontare le realtà e l’unico modo per sfuggirne erano le droghe e l’alcool.

Era un giorno d’estate dell’88, non avevo ancora 14 anni, e mi fu offerto uno spinello. Non sapevo cos’era ma ero incuriosito. Da quella volta non smisi più. Non ci fu più un giorno che non ho fumato almeno uno spinello. A 16 anni, oltre al fumo iniziai anche a bere. Qualche anno dopo, neanche diciottenne, conobbi una ragazza che faceva uso di eroina e, spinto dalla curiosità, volli assolutamente provarla. Anche se non quotidianamente questo andò avanti per circa due anni, fino a quando iniziai ad accorgermi della dipendenza che mi dava questa droga, sia fisicamente che mentalmente. Decisi che il fumo e l’alcool erano meglio dell’eroina, anche perché i miei familiari cominciavano a insospettirsi un po’ troppo.

Dopo alcuni mesi, finita la scuola, mi trasferii a Parma, dove conobbi l’anfetamina e l’extasy. Avevo 20 anni, e questo durò fino a quando non incontrai Gesù nella mia vita. Dopo un peregrinare tra Parma, Bologna, Firenze, Parigi, Stoccarda e vari ritorni al mio paese, a 23 anni arrivai a Reggio Emilia. Qui fu l’inizio della catastrofe.

Lo scopo del lavoro era il divertimento, non il cibo; per me divertimento significava "droga, alcool, sesso e musica". Per due volte provocai incidenti che avrebbero potuto essere mortali; il primo alle 2 e 30 del mattino, facendo una rotonda in senso contrario. L’urto frontale con un’altra auto lasciò, grazie a Dio, tutti illesi. Il secondo fu lo schianto contro un albero; io me la cavai in 10 giorni, l’altro ragazzo che era con me si salvò per miracolo. Erano le 5 di sabato notte.

Mi fermai a pensare seriamente e decisi che era ora di darsi una calmata. Per un mese andò meglio. Ma la voglia di extasy era troppo forte e senza non riuscivo a divertirmi. Così arrivai a pensare che il divertimento valeva più del rischio di morire. Tutti i soldi li spendevo per il divertimento e spesso, alla fine del mese, non avevo neanche i soldi per mangiare. Così andavo alla Coop, aprivo le confezioni e mangiavo.

Verso l’inizio del 2000 non ce la facevo più; volevo smetterla, cambiare, ma non avevo la forza.

Per la vergogna che provavo non avevo nemmeno il coraggio di guardarmi allo specchio. Avevo veramente bisogno di cambiare, e il Signore lo sapeva. Infatti preparò tutto alla perfezione, nei minimi dettagli.

Nei primi giorni di aprile fu assunta nella ditta dove lavoravo una ragazza di Foggia, che iniziò a parlarmi del Signore. Non mi interessava. Lei, però, appena poteva, mi parlava di Dio. Non volevo saperne e, per togliermela dai piedi,
   
   
    Gesù disse: "Io sono la Via, la Verità e la Vita", nessuno viene al Padre se non per mezzodi me.
le dissi che facevo parte di una setta satanica. Ma lei, da allora, mi parlò del Signore ancora con più insistenza. La cosa per me si fece molto dura; ero costretto a sentirla, visto che lavoravamo al fianco.

Volevo mandarla a quel paese ma stranamente non ci riuscivo. Decisi così di andare solo una volta in Chiesa con lei per poi dirle: "Ascolta, a me non piace, quindi lasciami perdere con questi discorsi".

Quella domenica, nonostante fossi andato a letto alle 5, dalle 8 e 30 non riuscivo più a dormire. Decisi così di alzarmi e di andare in Chiesa con lei. Non capii niente di quello che fu detto ma mi attirò molto il modo in cui mi accolsero. Mi invitarono a pranzo a casa loro, senza nemmeno sapere che tipo di persona fossi. Frequentai un po’ queste persone, non per sentire parlare di Dio, ma perché volevo conoscerle meglio.

Mi fu regalato il Vangelo di Giovanni: iniziai a leggerlo. Dopo qualche giorno arrivai al capitolo 14, e il Signore mi parlò. Mi colpì già dall’inizio dove è scritto "Il vostro cuore non sia turbato". Il mio cuore in quel periodo era molto turbato, triste, solo, angosciato, senza meta, senza progetti, senza prospettive, ma pieno di paure e con un grandissimo vuoto.

Man mano che leggevo anch’io, come Tommaso quando Gesù disse: "Voi conoscete la via", ho pensato: "Io non conosco questa via. Magari la conoscessi per avere nel cuore tutte le belle cose che sono scritte in questo libro". Ma nel versetto 6 Gesù dice: "Io sono la Via, la Verità e la Vita". Capii allora quale era questa via. L’ho trovata in Gesù.

All’improvviso ho sentito come una scossa che dai piedi è arrivata alla testa. E’ stato bellissimo. Avevo il cuore pieno di gioia, avevo trovato la Via, ma soprattutto non sentivo più il vuoto interiore. Cosa mi successe?

Prima cercavo di riempire questo vuoto buttandomi nella falsa felicità che il mondo offre, nel suo divertimento, nella sua trasgressione più estrema. Sentivo una soddisfazione passeggera, falsa. La mattina, a mente lucida, il vuoto era ancora lì, ancora più grande. Tutto questo è andato avanti fino al giorno della mia conversione, quando è caduto il velo che mi copriva gli occhi, fino al giorno in cui ho dato il mio cuore a Gesù Cristo.

Subito dopo la mia conversione non tutto è stato facile, anzi! Satana mi ha attaccato in tutti i modi, facendomi vedere il mondo di prima ancora più bello di come lo avevo conosciuto e facendomi vedere la nuova vita molto negativa. Ma il Signore mi ha protetto e mi ha aiutato facendomi sentire sempre di buon animo e riempiendo ogni giorno il mio cuore.

Adesso mi rallegro grandemente nel Signore e la mia anima festeggia in Lui, perché mi ha rivestito con le vesti della salvezza. Come la terra fa crescere la sua vegetazione e come il giardino fa germogliare ciò che vi è seminato, così il Signore fa germogliare in me gioia, pace e amore, cose che nessuno mi ha mai potuto dare, e questo l’ho sperimentato con la mia vita e nella mia vita.

Il Signore vuole il meglio per coloro che credono e sperano in Lui.

Michele P.