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Avevo tutto, ma non ero soddisfatto Mi chiamo Davide e sono nato in una famiglia di liberi pensatori, cioè i miei genitori credono che esiste Dio ma non sono cattolici, pur avendomi battezzato, cresimato etc. Ho sentito parlare del Signore all'età di 16 anni, attraverso la testimonianza di un mio professore nel periodo delle superiori. Dopo un breve periodo durante il quale frequentai una chiesa evangelica, decisi di continuare per la mia
Durante questi anni, nove per l'esattezza, ho vissuto la mia vita consapevole che se fossi mancato sarei andato all'inferno, perché sta scritto: "Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli che raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commetteranno l'iniquità e li getteranno nella fornace ardente. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti. Allora i giusti risplenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi per udire oda" (Matteo 13:41-43); e ancora: "Un tale gli disse. Signore sono pochi i salvati? Ed egli disse loro: Sforzatevi di entrare per la porta stretta , poiché io vi dico che molti cercheranno di entrare e non potranno" (Luca 13:23-24). Molti non credono in Dio, molti invece credono in Dio ma non credono o si rifiutano di credere all'inferno, ma allora se non fosse così tutto questo non avrebbe senso. L'apostolo Paolo nella 1a lettera ai Corinzi 15:32 dice: "... mangiamo e beviamo perché domani morremo". Ma non è così, infatti nella Bibbia sta scritto: "Ma il Signore degli eserciti me lo ha rivelato chiaramente: No, questa iniquità non la potrete espiare che con la vostra morte. Dice il Signore, Dio degli eserciti" (Isaia 22:14-15). Quando ho capito questa cosa mi sono rifiutato di accettarla per molto tempo, ma invece è proprio così. E' molto facile infatti farsi ognuno un proprio Dio a seconda della proprie necessità o dei propri bisogni, sempre immaginario e mai reale. Era così anche per me, prima della mia conversione. Poi è arrivato il giorno del 21 settembre 2003, prima del quale, come ho detto, ho vissuto la mia vita, ed ho anche visto tutto ciò che il mondo NON è: amore e verità. Tutto regna fuorchè Dio, ma anche questo è scritto e lo si può vedere ogni giorno. Dal canto mio, facendo un resoconto di questi anni, posso dire che mi sembrava di non avere bisogno del Signore perché non avevo una situazione disagiata, problemi con la droga o altro, anzi avevo tutto: una splendida famiglia, un buon lavoro, soldi in tasca, divertimenti, una ragazza, ma NON ERO SODDISFATTO, perché cercavo qualcosa che non riuscivo a trovare, ma che allo stesso tempo mi rifiutavo di accettare: Cristo. La vita quotidiana, con tutto ciò che ne è connesso, offre una quantità di svaghi, divertimenti, trasgressioni e tutto ciò che di più sbagliato può esserci. E, cosa da non sottovalutare, l'opinione comune della gente, soprattutto giovani, tende in molti casi ad appoggiare tali atteggiamenti, giustificandoli con l'obbligo del rispetto reciproco. Ora, partendo dal presupposto che è fondamentale il rispetto reciproco, ma partendo altresì dalla convinzione della veridicità della parola di Dio, come mai il Signore Gesù dice: "Sforzatevi di entrare dalla porta stretta?" Pongo un quesito: è più facile trasgredire o resistere alla trasgressione? Conscio di quanto sopra, il mio problema era che, nonostante potessi trasgredire e vivessi una vita simile a quella di qualsiasi ragazzo di vent'anni, ero fondamentalmente SOLO. E credo proprio che non sia un caso che questo fenomeno sia sempre più dilagante, soprattutto nel mondo giovanile. Dal giorno della mia conversione ho iniziato il mio cammino con il Signore e mi sono ritrovato a passare dal venerdì sera in discoteca al venerdì sera allo studio biblico, e non posso dire che inizialmente non è stato difficile, perché comunque è un cambiamento di stile di vita. Ma il Signore mi ha fatto vedere, e soprattutto capire, tante cose e mi ha donato una gioia ed una pace che nessuna altra cosa mi avrebbe potuto dare. Mi rendo conto che oggi una persona può rimanere confusa da tutte le religioni che esistono, ma in questo caso non stiamo parlando di aderire ad un movimento o seguire appunto una religione, ma stiamo parlando di riconoscere Cristo come Signore della propria vita, amandolo profondamente come Lui ama noi, si tratta infatti di un rapporto del tutto personale, unico, meraviglioso che deve scaturire da una presa di posizione precisa nei confronti di Cristo, perché seguirlo non è facile e a volte non è nemmeno semplice, ma Dio, che è sopra ogni cosa, dà la forza per ogni cosa. Ricordiamoci che Dio, nella sua perfezione, non obbliga nessuno a seguirlo perché imporre significherebbe andare contro la sua perfezione, ma vuole che tutti gli uomini siano salvati, e per fare questo opera in moltissimi modi. Rifletti... non credi che stia parlando anche a te? Davide |