Esiste un manuale che insegna a vivere?


In commercio ci sono molti manuali: c’è quello del giardinaggio, quello che ti insegna ad allevare il cane, quello che ti spiega come funziona il computer, quello che ti fa diventare un venditore di successo, e così via. Sono libri che danno istruzioni su come affrontare particolari aspetti della vita. Ma esiste un manuale che spiega che cos’è la vita e ti insegna a vivere? Sì, esiste: è la Bibbia. Nella Bibbia si parla di scienza, e si dice anche qual è il principio della scienza.

Il timore del Signore è il principio della scienza
gli stolti disprezzano la saggezza e l'istruzione.
(Proverbi 1:7)


Nel libro dei Proverbi lo stolto è lo stesso tipo di uomo che in altre parti la Bibbia indica come peccatore. Ma essere chiamato peccatore oggi non disturba più nessuno. Anzi, il peccatore è un simpatico trasgressivo che si conquista la sua libertà trasgredendo regole acquisite a cui solo i deboli e i mediocri sono obbligati a sottoporsi. Il termine stolto, invece, potrebbe non essere accettato tanto facilmente. Ma è proprio questo il termine che la Bibbia usa. Infatti il peccatore è uno stolto, perché volendo agire di testa sua, disprezzando la saggezza e l'istruzione contenute nella parola di Dio, si trova poi a fare i conti con quelle leggi della vita che ha voluto trascurare, ma che alla fine inevitabilmente si attuano, e per lui si attuano come leggi di morte. Lo stolto biblico è paragonabile a un pazzo che decide di buttarsi dalla finestra di un grattacielo perché non crede alla legge di gravità. Per qualche istante potrà avere l'impressione di volare, ma alla fine dovrà rendersi conto che la legge di gravità effettivamente esiste. Ma sarà a sue spese.
     Anche Gesù usa il termine “stolto” in una sua parabola.

«La campagna di un uomo ricco fruttò abbondantemente; egli ragionava così, fra sé: “Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti?” E disse: “Questo farò: demolirò i miei granai, ne costruirò altri più grandi, vi raccoglierò tutto il mio grano e i miei beni, e dirò all’anima mia: «Anima, tu hai molti beni ammassati per molti anni; ripòsati, mangia, bevi, divèrtiti»”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa l’anima tua ti sarà ridomandata; e quello che hai preparato, di chi sarà?” Così è di chi accumula tesori per sé e non è ricco davanti a Dio».
(Luca 12:16-21)


Quindi, se il timore del Signore è il principio della scienza, si può dire che la mancanza di timore del Signore è il principio della stupidità. La Bibbia, sempre molto realistica, usa proprio questo termine:
    
«Chi ama la correzione ama la scienza, ma chi odia la riprensione è uno stupido».
(Proverbi 12:1)

«Ma in fondo ogni popolo ha le sue divinità e ciascuno deve poter credere nel dio che gli piace di più», dicono molti. Certo, si può credere al dio che si vuole, ma non si può costringerlo a farlo diventare il Creatore del cielo e della terra se tale non è. Quello che conta non è la mia libertà di credere a quello che voglio, ma la verità delle cose così come stanno. Anche la Bibbia sa che nel mondo ci sono molti dèi, ma afferma:

«Così direte loro: “Gli dèi che non hanno fatto i cieli e la terra scompariranno dalla terra e da sotto il cielo”. Egli, con la sua potenza, ha fatto la terra; con la sua saggezza ha stabilito fermamente il mondo; con la sua intelligenza ha disteso i cieli. Quando fa udire la sua voce, c’è un rumore d’acque nel cielo; egli fa salire i vapori dalle estremità della terra, fa guizzare i lampi per la pioggia e sprigiona il vento dai suoi serbatoi; ogni uomo allora diventa stupido, privo di conoscenza; ogni orafo ha vergogna delle sue immagini scolpite; perché le sue immagini fuse sono menzogna e non c’è soffio vitale in loro. Sono vanità, lavoro d’inganno; nel giorno del castigo, periranno».
(Geremia 10:11-15)


Il Dio che ha creato i cieli e la terra, il Dio che si è rivelato ad Abraamo, Isacco e Giacobbe ed è il Padre del Signore Gesù Cristo ha una parola di saggezza da offrire agli uomini:

Chi crede nel Figlio (Gesù) ha vita eterna, chi invece rifiuta di credere al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui».
(Giovanni 3:36)

E’ una parola di Dio che offre speranza a chi vuole accettarla, e incute timore a chi vuole rifiutarla. Ancora una volta, la scelta è tra saggezza e stoltezza, perché

Il timore del Signore è il principio della scienza
gli stolti disprezzano la saggezza e l'istruzione.
(Proverbi 1:7)