«Oggi sarai con me in paradiso» (Luca 23,43)





Per Gesù
non ci sono casi disperati





Disperati! La triste parola «disperato» pende su alcuni che lottano inutilmente con il peccato e alla fine si consegnano alla terribile violenza di Satana. Hanno percorso una via in discesa, gradino dopo gradino, e ora rischiano di finire nel profondo pantano dei peccato! Non possono più tornare indietro, sono casi disperati! Oggi ci sono tanti di questi casi nei nostri istituti.

Ma esistono casi senza speranza che nascondono la loro miseria e l'abisso, di corruzione morale sotto un'elegante esteriorità e vogliono ingannare con un sorriso esteriore sé stessi e gli altri riguardo alla loro triste situazione. Sanno bene che per loro non c'è più speranza e un giorno sul giornale ci sarà una notizia di suicidio. Perché ha deciso, quel tale, quella tale, di togliersi la vita? Era un caso disperato!

Forse anche tu ti trovi in questa situazione, ti senti un caso disperato? Allora ho per te un messaggio meraviglioso:

Per Gesù non ci sono casi disperati!

Posso dimostrartelo?

Vieni con me sulla silenziosa collina dei Golgota. Lì Gesù Cristo pende dalla croce. Porta i peccati dei mondo. Sì, ha portato su di Sé il grave peso dei peccato di tutti i casi disperati. La Bibbia dice: «

Egli ha portato i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della croce» (I Pietro 2,24).


E che cosa ha fatto? Ha sofferto la pena per tutti i peccati dell'umanità; ha pagato per la colpa dell'umanità con la Sua vita. Così Egli ha cancellato i peccati e la colpa, li ha scagliati nelle profondità del mare!

Ma insieme a lui, sulla croce a fianco, c'era un ladrone, un caso disperato. La gente, il tribunale che lo aveva giudicato, non gli avevano dato più alcuna speranza! Ora la sua vita rovinata era quasi alla fine, ancora poche ore di sofferenza, e poi? Sì, lo attendeva l'inferno. Che cosa orribile!

Ma egli raccolse tutte le forze che rimanevano nel suo povero corpo, e invocò Colui che si trovava nel mezzo delle tre croci:

«Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno!!» (Luca 23,42).


Sul capo del Signore c'era scritto: «Questo è Gesù, il re dei Giudei» (Mt 27,37). Era la Bibbia che il criminale lesse sulla croce. Credette a quelle parole e chiese grazia al re crocifisso! Un grido che chiede misericordia incontra sempre ascolto da Gesù Cristo, trova sempre risposta da Lui. La risposta che Gesù diede a quel ladrone dalla croce fu meravigliosa: «Oggi tu sarai con me in paradiso» (Luca 23,43). L'amore di Gesù Cristo attrasse il ladrone morente al cuore di Cristo! Gesù e il peccatore andarono insieme nella gloria dei Padre.

Così Gesù ha rinnovato una vita distrutta e ha fatto di un caso disperato un esempio di infinita grazia.

Se vai da Lui e Lo preghi:

«Gesù, accettami! Rinnova la mia vita!»


Egli ti risponderà e rinnoverà, tramite la Sua redenzione, anche la tua vita. Neanche tu rappresenti un caso disperato per Gesù. Perciò, va' da Lui, che può salvare anche i casi estremi!

(da "Chiamata di Mezzanotte")