UNITA' D'ITALIA
La storia mai raccontata ed altro
a cura di Iebole Ferruccio e Nicola Andrea Scorsone
La ricorrenza dell'Unità d'Italia (1861-2011), ci ricorda anche la cruenta battaglia per stampare la Bibbia sul suolo della patria, irto di
mortali contrasti, d'inaudite sofferenze sopportate da credenti eroi della fede. Bisogna ricordarsi che uno degli atti più rivoluzionari
ed eversivi del Risorgimento era leggere la Bibbia. La guerra, da parte della chiesa cattolica, portata nell'Ottocento contro la diffusione
della Parola di Dio in lingua italiana, fu fatta per proteggere un potere temporale, con soprusi, violenze, roghi, impiccagioni.
Nel 1849 un'edizione romana fu promossa da Giuseppe Mazzini. Le varie polizie dei tanti staterelli in cui era divisa l'Italia vigilano
là dove si erge il divieto di leggere la Bibbia, che pesa come un macigno sui pochi alfabetizzati italiani. Giuseppe Mazzini per le sue
frequentazioni inglesi è affascinato dalla cultura anglosassone, impregnata da principi biblici, frutto di secoli di libera esamina dei
Vangeli. Il libero pensatore crede che per Roma sia giunta l'ora di conoscere appieno la Bibbia, di respirare la libertà dello Spirito,
di formare uomini fuori dall'idolatria e consapevoli della Rivelazione biblica. In un suo pubblico discorso indica il Vangelo come
fonte d'ogni liberazione. Nella sua concretezza e non solo retorica, Mazzini ordina la stampa di un Nuovo Testamento versione Diodati
proprio nella città dei papi. La longa manus clericale si esercita a far desistere un compositore dal proseguire l'opera, un altro ogni
volta che appare la parola "pubblicani" la corregge in "repubblicani", ritardandone il compimento. Sulla copia destinata a Mazzini,
fu scritto: "Dov'è lo Spirito del Signore quivi è libertà" (2Corinzi 3:17). Purtroppo per l'intervento delle truppe francesi Garibaldi e
Mazzini con altri esuli fuggendo, troveranno rifugio, in alcune famiglie evangeliche. I Nuovi Testamenti invenduti, circa 3000,
vengono portati all'Ambasciata americana in Roma. Ma l'extraterritorialità degli altri non vale: i Nuovi Testamenti violentemente
sequestrati vengono bruciati con un bel rogo di medievale memoria in un cortile
interno vaticano, con la benedizione di Pio IX. La Parola di Dio, finisce così,
nell'indegna violenza del rogo. In quel tempo Carlo Pisacane, viene tradito ed
ucciso più per il messaggio del Vangelo che per i moti rivoluzionari. Anche i
fratelli Bandiera condotti alla suprema pena rifiutarono il conforto religioso
clericale, affermando la loro fede evangelica. Purtroppo la Storia ufficiale
ignora o nasconde queste notizie e fatti. Il 1861 (Unità d'Italia) e il 1870
(breccia di Porta Pia), sono le due date che segnano anche il progresso della
stampa biblica. Non dimentichiamo il carrettino trainato da un cane ed il
pioniere evangelico, al grido: "Il Libro! Il Libro!" a seguito dei bersaglieri del
Generale Raffaele Cadorna, il 20 settembre 1870, carico di Bibbie per il popolo
romano. Il frontespizio di quelle Bibbie del Diodati è forte: Due colonne a
dimostrare i due patti: il Vecchio Testamento ed il Nuovo Testamento, sormontati
da un capitello ad arco e da due angeli, per indicare l'unità della Parola nel
tempo. Al centro sotto la titolazione de "Il Nuovo Testamento di Gesù Cristo
nostro Salvatore Sommo Sacerdote e Signore" campeggia la scritta evangelica:
"Investigate le Scritture, - perchè pensate d'aver per
mezzo di esse vita eterna..." (Gesù) - da Giovanni 5:39.
Ai piedi delle colonne sono raffigurate due figure
allegoriche. A destra una giovane donna con un libro
in grembo che insegna ad un fanciullo, con la mano
destra indicante la titolazione del tomo ovvero Gesù Cristo. A sinistra un uomo
anziano con un libro in mano, simboleggiante l'insegnamento della legge e dei profeti,
con il viso di Giuseppe Garibaldi. Il volto di Garibaldi è l'omaggio degli
stampatori a colui che nell'immaginario inglese, aveva contrastato più duramente
la prepotenza vaticana contro l'Unità d'Italia. Garibaldi aveva sentenziato un
giorno: "Non sarà il cannone a liberare Roma dal Papa, sarà l'Evangelo".
Anche il mio concittadino, Francesco Crispi, nato a Ribera AG, il 4 ottobre
1818, si adoperò per l'Unità d'Italia. Insieme a Bixio, Medici e Garibaldi
organizzo la Spedizione del Mille. L'unica donna fra i mille di Garibaldi, fu
sua moglie Rosalia Montemasson, donna intraprendente, decisa e coraggiosa.
Anche se, per paura delle truppe francesi impedì a Garibaldi di invadere lo
Stato Pontificio. Fu comunque lui a salvare Giuseppe Garibaldi, prima che i
francesi potessero catturarlo. Ma ecco apparire l'Inquisizione, l'elenco dei libri
proibiti, i processi, i roghi, le violenze ben assortite dagli specialisti del terrore,
per incatenare il libero esame del testo biblico. Cumuli di Bibbie sono bruciati,
una prassi durata in Italia fino alla fine degli anni 1960. Di tutte le edizioni
bibliche di quel tempo ne rimangono circa 30 copie. Del celebre Nuovo Testamento
di Mazzini due le copie rintracciate, il resto bruciate. Questo è tutto il
patrimonio Italiano cartaceo: un'inezia. L'arretratezza nei confronti degli altri popoli europei è evidente ancora oggi, è stato un funesto attentato ritardatario nel modo di
pensare, esaminare, giudicare. Le uniche Bibbie consentite sono in lingua latina.
Nel frontespizio di una di esse, quella incisa da suor Isabella Piccini (vedi foto), a sinistra
si vede una donna dai lineamenti madonnei, imploranti, con il triregno in testa, leggi:
chiesa cattolica che rivendica il primato mondiale.... Unico assente giustificato, tanto non
conta nulla è la figura di Gesù. Non c'è!
Per concludere, andando avanti nella storia, troviamo la nazione divisa e analfabeta: che bello! Nonostante che il divieto di stampa in italiano andava sgonfiandosi, per leggere la Bibbia occorreva sempre e comunque la dispensa vescovile. Le Bibbie in lingua italiana, furono stampate al buio ma con la luce nel cuore. La battaglia fu lunga, molto sangue fu versato, ma oggi grazie a Dio, festeggiamo l'Unità d'Italia e la libertà di possedere e leggere la Bibbia liberamente. La grande opposizione storica all'Unità d'Italia e alla Bibbia, dovrebbe però farci riflettere profondamente, per divenire dopo 150 anni, in una sorta di vero "Risorgimento", fisico, morale e spirituale, veri italiani e veri cristiani liberi. Gesù in Giovanni 8:31-32 disse: "Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi".
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