«Il regno dei cieli è simile a un re, il quale fece le nozze di suo figlio. Mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze; ma questi non vollero venire. Mandò una seconda volta altri servi, dicendo: "Dite agli invitati: Io ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono ammazzati; tutto è pronto; venite alle nozze". Ma quelli, non curandosene, se ne andarono, chi al suo campo, chi al suo commercio; altri poi, presero i suoi servi, li maltrattarono e li uccisero. Allora il re si adirò, mandò le sue truppe a sterminare quegli omicidi e a bruciare la loro città. Quindi disse ai suoi servi: "Le nozze sono pronte, ma gli invitati non ne erano degni. Andate dunque ai crocicchi delle strade e chiamate alle nozze quanti troverete". E quei servi, usciti per le strade, radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni; e la sala delle nozze fu piena di commensali. Ora il re entrò per vedere quelli che erano a tavola e notò là un uomo che non aveva l'abito di nozze. E gli disse: "Amico, come sei entrato qui senza avere un abito di nozze?" E costui rimase con la bocca chiusa. Allora il re disse ai servitori: "Legatelo mani e piedi e gettatelo nelle tenebre di fuori. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti". Poiché molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti».
Come questo re, Dio ha invitato gli uomini per un grande evento: la comunione eterna con Dio. Ma gli invitati, il popolo di Israele, hanno rifiutato questo invito. Allora questo re ha invitato altri, cattivi e buoni. Così Dio invita tutti gli uomini; Egli desidera che tutti siano salvati. Come allora il re aveva provveduto l'abito di nozze, così Dio ha provveduto il modo di comparire davanti a Lui. L'abito della giustificazione per fede grazie al sangue che Gesù ha versato sulla croce.
Non c'è un altro abito con cui potrai comparire davanti a Dio: nè vestito di buone opere, nè di atti religiosi, nè con gli scontrini delle offerte che avrai fatto! E' solo un sincero pentimento alla croce e accettare da Dio una nuova natura che può salvarti!
Non avere l'abito giusto vuole dire pianto e stridor di denti, eterni. Apocalisse 19:9 ci dice:
«Beati gli invitati alla cena delle nozze dell'Agnello».
Come gli invitati sono stati felici e gioiosi nel partecipare alle nozze di Daniele e Elisabetta, quale gioia sarà quella di chi ha riconosciuto in Gesù l'unico e vero Salvatore! Non mancare, metti l'abito giusto!
Quindi la sorella di Elisabetta e suo marito hanno dedicato un bel canto agli sposi. Il tema era proprio quello dell'incontro di Gesù, lo sposo celeste e della sua amata, la vera Chiesa.
Dopo il canto Maurizio ha rappresentato la nascita di una nuova famiglia: prima i rispettivi genitori hanno acceso una candela a testa, perché il Signore un giorno li ha benedetti con la nascita di Daniele ed Elisabetta.
Poi gli sposi hanno acceso una nuova candela, più grande, e hanno spento le altre due. Marco 10:7 dice:
«Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre, e i due saranno una sola carne».
Nella seconda parte del messaggio si parlava di tre P di fondamentale importanza per la nuova famiglia.
PRIORITA': la priorità nella vita deve andare al Signore; deve essere Lui il centro e il capo della famiglia e dei coniugi. Deuterononomio 6:5:
«Tu amerai dunque il SIGNORE, il tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l'anima tua e con tutte le tue forze».
La seconda priorità è data al proprio coniuge come dice Efesini 5:33:
«Ma d'altronde, anche fra di voi, ciascuno individualmente ami sua moglie, come ama sé stesso; e altresì la moglie rispetti il marito».
PERDONO: è importante esercitarlo verso gli altri. Quando si vive insieme ci possono essere degli attriti, ma è importante avere un cuore aperto e disponibile l'uno verso l'altro e comunicare, risolvendo le cose "prima che il sole tramonti"!
PARTECIPAZIONE: La coppia non deve chiudersi in se stessa, ma condividere con gli altri le benedizioni, la comunione, e la buona notizia del Vangelo. Si deve servire insieme il Signore. Come disse Giosuè nel cap.24 vers.15:
«E se vi sembra sbagliato servire il SIGNORE, scegliete oggi chi volete servire: o gli dèi che i vostri padri servirono di là dal fiume o gli dèi degli Amorei, nel paese dei quali abitate; quanto a me e alla casa mia, serviremo il SIGNORE».
La corale ha concluso con "Il Tuo nome annuncerò", dedicato agli sposi come loro impegno futuro di coppia nell' annunciare a tutti l'amore del Signore Gesù Cristo.
La preghiera commovente dei genitori di Daniele ed Elisabetta ha concluso la celebrazione delle nozze.