Matrimonio di Daniele ed Elisabetta



Il 2 maggio a S. Maria di Leuca Daniele ed Elisabetta si sono uniti in matrimonio. Un bel gruppo di giovani della Chiesa ha partecipato alla loro gioia. L'entrata della sposa ci ha emozionati fino alle lacrime: uno scroscio di applausi l'ha accompagnata fino al fianco dello sposo. Il volto di Daniele era raggiante nel vedere la sua amata vestita di bianco! Con il primo canto scelto dagli sposi "Nessuno è come Te, nessun altro può capire il mio cuor, se cercassi per l'eternità non troverei nessuno come Te". Daniele ed Elisabetta hanno voluto prima di tutto esprimere il loro amore per il Signore che li ha salvati. Quindi c'è stato un messaggio di Maurizio che ha preso come base la parabola delle nozze. Potete leggerla in Matteo cap.22 vers.2-14:
    «Il regno dei cieli è simile a un re, il quale fece le nozze di suo figlio. Mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze; ma questi non vollero venire. Mandò una seconda volta altri servi, dicendo: "Dite agli invitati: Io ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono ammazzati; tutto è pronto; venite alle nozze". Ma quelli, non curandosene, se ne andarono, chi al suo campo, chi al suo commercio; altri poi, presero i suoi servi, li maltrattarono e li uccisero. Allora il re si adirò, mandò le sue truppe a sterminare quegli omicidi e a bruciare la loro città. Quindi disse ai suoi servi: "Le nozze sono pronte, ma gli invitati non ne erano degni. Andate dunque ai crocicchi delle strade e chiamate alle nozze quanti troverete". E quei servi, usciti per le strade, radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni; e la sala delle nozze fu piena di commensali. Ora il re entrò per vedere quelli che erano a tavola e notò là un uomo che non aveva l'abito di nozze. E gli disse: "Amico, come sei entrato qui senza avere un abito di nozze?" E costui rimase con la bocca chiusa. Allora il re disse ai servitori: "Legatelo mani e piedi e gettatelo nelle tenebre di fuori. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti". Poiché molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti».
Come questo re, Dio ha invitato gli uomini per un grande evento: la comunione eterna con Dio. Ma gli invitati, il popolo di Israele, hanno rifiutato questo invito. Allora questo re ha invitato altri, cattivi e buoni. Così Dio invita tutti gli uomini; Egli desidera che tutti siano salvati. Come allora il re aveva provveduto l'abito di nozze, così Dio ha provveduto il modo di comparire davanti a Lui. L'abito della giustificazione per fede grazie al sangue che Gesù ha versato sulla croce.
Non c'è un altro abito con cui potrai comparire davanti a Dio: nè vestito di buone opere, nè di atti religiosi, nè con gli scontrini delle offerte che avrai fatto! E' solo un sincero pentimento alla croce e accettare da Dio una nuova natura che può salvarti!
Non avere l'abito giusto vuole dire pianto e stridor di denti, eterni. Apocalisse 19:9 ci dice:
    «Beati gli invitati alla cena delle nozze dell'Agnello».
Come gli invitati sono stati felici e gioiosi nel partecipare alle nozze di Daniele e Elisabetta, quale gioia sarà quella di chi ha riconosciuto in Gesù l'unico e vero Salvatore! Non mancare, metti l'abito giusto!
Quindi la sorella di Elisabetta e suo marito hanno dedicato un bel canto agli sposi. Il tema era proprio quello dell'incontro di Gesù, lo sposo celeste e della sua amata, la vera Chiesa.
Dopo il canto Maurizio ha rappresentato la nascita di una nuova famiglia: prima i rispettivi genitori hanno acceso una candela a testa, perché il Signore un giorno li ha benedetti con la nascita di Daniele ed Elisabetta.
Poi gli sposi hanno acceso una nuova candela, più grande, e hanno spento le altre due. Marco 10:7 dice:
    «Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre, e i due saranno una sola carne».
Nella seconda parte del messaggio si parlava di tre P di fondamentale importanza per la nuova famiglia.

PRIORITA': la priorità nella vita deve andare al Signore; deve essere Lui il centro e il capo della famiglia e dei coniugi. Deuterononomio 6:5:
    «Tu amerai dunque il SIGNORE, il tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l'anima tua e con tutte le tue forze».
La seconda priorità è data al proprio coniuge come dice Efesini 5:33:
    «Ma d'altronde, anche fra di voi, ciascuno individualmente ami sua moglie, come ama sé stesso; e altresì la moglie rispetti il marito».
PERDONO: è importante esercitarlo verso gli altri. Quando si vive insieme ci possono essere degli attriti, ma è importante avere un cuore aperto e disponibile l'uno verso l'altro e comunicare, risolvendo le cose "prima che il sole tramonti"!

PARTECIPAZIONE: La coppia non deve chiudersi in se stessa, ma condividere con gli altri le benedizioni, la comunione, e la buona notizia del Vangelo. Si deve servire insieme il Signore. Come disse Giosuè nel cap.24 vers.15:
    «E se vi sembra sbagliato servire il SIGNORE, scegliete oggi chi volete servire: o gli dèi che i vostri padri servirono di là dal fiume o gli dèi degli Amorei, nel paese dei quali abitate; quanto a me e alla casa mia, serviremo il SIGNORE».
La corale ha concluso con "Il Tuo nome annuncerò", dedicato agli sposi come loro impegno futuro di coppia nell' annunciare a tutti l'amore del Signore Gesù Cristo.
La preghiera commovente dei genitori di Daniele ed Elisabetta ha concluso la celebrazione delle nozze.