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Io t'amo, o Signore, mia forza! Il Signore è la mia rocca, la mia fortezza, il mio liberatore, il mio Dio, la mia rupe, il mio rifugio, il mio scudo, il mio Potente Salvatore, il mio alto ricetto.
Salmo 18:1,2 |
Con questo salmo Daniele ha voluto esprimere la sua gioia e condividerla con la chiesa domenica 13 ottobre, testimoniando pubblicamente la sua fede con il battesimo.
Il coro ha dato inizio alla lode al Signore:
"Cantiam, Gesù è qui! Noi siamo il tempio suo. Con lodi eleviam al trono di gloria, al nostro Re dei Re
"
Alberto, uno degli anziani della chiesa, ha tracciato una breve storia del battesimo nella cristianità, ricordando quanto sia importante non fermarsi alla tradizione umana ma andare alla "sorgente", la Parola di Dio, per dare il giusto significato a questo gesto di ubbidienza al Signore. Nella lettera di Paolo ai Romani è infatti scritto "
noi siamo dunque stati con Lui seppelliti mediante il battesimo nella Sua morte, affinchè come Cristo è risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita
" Il battesimo è una conseguenza di una scelta di fede, della conversione, segno della morte del "vecchio uomo", del suo seppellimento, quindi immersione nelle acque battesimali e della "nuova nascita" in Cristo.
"Giorno di gioia! Giorno di gloria! Al Santo Agnello cantiam vittoria, ché un peccatore Egli ha salvato"
così ha continuato la corale, sottolineando la gioia della grazia di Dio in Cristo Gesù.
Il fratello Domenico Totaro dell'assemblea di Milano S.Siro ha poi ricordato le vicende che portarono un ministro del tesoro dei tempi antichi, un etiope, a credere ed essere battezzato da Filippo, uno degli apostoli. La storia, narrata nel libro degli Atti degli apostoli al cap. 8, è quanto mai attuale e introduce i presenti ad ascoltare la testimonianza diretta di Daniele, che ha raccontato come ad un certo punto della sua vita si è reso conto che il peso dei suoi peccati era diventato ormai insostenibile
come il peso di un tronco d'albero che il pastore di una chiesa svizzera dove si trovava Daniele, aveva fatto tenere in mano ai presenti per una bella mezz'ora, ed aveva invitato poi a lasciare a terra, simboleggiando il totale abbandono dei propri pesi al Signore.
"Nascerà proprio dentro te una vita che non finirà
dal cuore arido e trafitto, da mille false speranze, orgoglio e incredulità
dalle rovine e le macerie di una vita sbagliata
nascerà come un fiume che sgorga d'acqua viva dentro te."
Questo canto ha ricordato a parenti ed amici presenti per l'occasione, che non c'è ostacolo che possa impedire alla vita di Dio di cambiare la vita dell'uomo
basta la fede totale ed incondizionata in ciò che Cristo ha già fatto per tutti noi.
Daniele è poi entrato nella vasca preparata per l'occasione, dove gli anziani della chiesa lo hanno immerso battezzandolo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo (Matteo 28:19).
All'uscita dall'acqua Daniele è stato accolto da un altro canto:
"Lieta certezza, son di Gesù; quale dolcezza, ho il ciel quaggiù! Già son rinato, redento son; Dio m'ha comprato, ho il Suo perdon
"
Che Dio possa benedire la vita di Daniele, e manifestare i frutti della vita di Cristo in Lui. |