Il Signore ci ha regalato uno splendido fine settimana, potendo godere della comunione di tanti amici, fratelli e sorelle venuti da Rimini, Perugia, Venezia, Forlì, Crema, Fano, La Spezia, Domodossola, Milano, Siena, e della predicazione della parola di Dio da parte di Mario Portillo.
Sabato sera Mario ci ha condotti a riflettere sul timore di Dio, messo in pratica nella nostra vita. Il rispetto che dobbiamo al nostro Padre, il rispetto della Sua santità, non scaturisce dalla paura della punizione o da una semplice ubbidienza a regole, ma da un profondo legame d’amore dove Dio è il nostro tutto, dove ogni suo figlio trova piena soddisfazione e gioia.
L’esempio negativo di Sansone, nel libro biblico dei Giudici, ci porta a vegliare su noi stessi e sui nostri sentimenti, in modo da scegliere sempre ciò che piace a Dio.
   
Mario Portillo
    "Il ladro non viene se non per rubare, ammazzare e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita, e l’abbiano ad esuberanza". Giovanni 10:10
Con queste parole di Gesù si è concluso il messaggio di Mario, e con un invito ad aprire interamente il cuore al Signore.

Domenica la giornata è stata davvero speciale! In occasione del battesimo di Marta e Paolo la Chiesa di Reggio Emilia ha affittato uno spazio all’aperto, sotto ampi tendoni, dove tanti fratelli e amici hanno condiviso questo momento di gioia.
Il prof. Alberto Montanari ha illustrato alcuni cenni storici relativi al battesimo per immersione dei credenti adulti, praticato dai cristiani fino al quarto secolo d.C., prima di lasciare il posto alla tradizione del battesimo ai bambini, che toglie significato a questo atto pubblico.
Il simbolo del battesimo rappresenta infatti, secondo la parola di Dio, la sepoltura del nostro vecchio uomo nelle acque e la risurrezione con Cristo a nuova vita.
    Marta
    "Noi siamo dunque stati con Lui seppelliti mediante il battesimo nella Sua morte, affinché, come Cristo è risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita." Romani 6:4
Questo può avvenire solo in seguito ad una adesione cosciente e personale al messaggio del Vangelo, la ferma fiducia che il sacrificio di Cristo è necessario e sufficiente alla salvezza personale.
Mario Portillo ha continuato il messaggio sottolineando la verità della nuova nascita mediante la fede in Cristo, l’unica Via per la salvezza e per una vita esuberante e piena di significato.
Così Marta ha condiviso con tutti i presenti come la fede riposta nel Signore Gesù all’età di nove anni, è diventata una vera vita con il Signore, che l’ha liberata da un brutto momento di ansie e di paura della morte nell’età dell’adolescenza.
Paolo invece è stato toccato, dopo la testimonianza cristiana di un suo insegnante, dal senso di impossibilità
   
Paolo
di migliorare se stesso e la propria vita da solo, dopo avere partecipato ad un’opera missionaria in un orfanotrofio in Romania. Le buone opere non cancellano infatti la natura fallace dell’uomo, è impossibile fare sempre il bene e non sbagliare mai. Paolo si è reso conto che i suoi sforzi per migliorare erano vani, quindi ha accettato l’offerta del sacrificio di Cristo, e ha "conosciuto la Persona che avrebbe sempre desiderato incontrare", cioè Gesù Cristo.
Marta e Paolo sono scesi nella vasca delle acque battesimali, dove sono stati battezzati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. (Matteo 28:19)
La corale ha intonato i canti scelti da Marta e Paolo, "Io non potrei andare avanti se non avessi fede in Te…" e "Che grande amor, perché un miracolo di grazia è dentro me…"
Abbiamo poi ricordato le sofferenze e la morte del nostro Signore "finché Egli venga", con i simboli del pane e del vino, terminando con questo canto:

Non ho parole, sono meravigliato e
mi commuovo quando penso che
mi hai amato e sei morto Tu per me.
Non ho parole qui davanti a Te,
mi stupisco per la Tua grazia che
mi sorprende e mi lascia senza fiato
.

Il Signore ci ha dato anche la gioia di condividere il pranzo e di stare insieme per tutta la giornata; ma la gioia più grande, oltre alla testimonianza di Marta e Paolo, è stata quella di vedere altri due amici venire a Gesù e accettare il dono della vita eterna in Cristo.