Battesimi di Edoardo e Mauro

Domenica 3 luglio la chiesa ha avuto la gioia di assistere alla testimonianza di altri due credenti, Mauro ed Edoardo, convertiti da poco al Signore Gesù. Una bella giornata di sole ha fatto da cornice a questo evento, che si è svolto nei locali del “Quaresimo” a Codemondo (RE).

     Prima di scendere nelle acque battesimali, il prof. Alberto Montanari ha spiegato il vero significato del battesimo, simbolo ed esternazione di una realtà interiore: Mauro ed Edoardo hanno creduto nel Signore Gesù Cristo, hanno rinunciato a se stessi, al proprio “vecchio uomo”, per rinascere in novità di vita, rigenerati dallo Spirito di Dio. In tal modo nella lettera ai Romani cap. 6:4 l’apostolo Paolo scriveva:

“Noi siamo dunque stati con Lui seppelliti mediante il battesimo nella Sua morte, affinché, come Cristo è risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita.”

     Questa realtà interiore deve essere accompagnata dalla FEDE nell’unico sacrificio espiatorio del Signore Gesù, per questo non può avere significato il battesimo ai neonati, incapaci di alcuna scelta di fede. Storicamente il battesimo per immersione fu praticato dai cristiani fino al quarto secolo, poi entrarono nella chiesa tradizioni umane derivanti dal paganesimo, inquinando ed impoverendo in modo irreversibile la dottrina della fede cristiana. Fu solo con la Riforma protestante nel XVI secolo che si tornò ad una lettura della Bibbia intesa come vera Parola di Dio; da quel momento le Scritture furono sempre più diffuse, per essere nuovamente, per tutti i veri credenti, il solo metro di paragone a cui ispirarsi in materia di fede.

     Sauro Riccetti di Modena ha poi illustrato il significato della “nuova nascita”: nato e cresciuto in Umbria, la terra di S.Francesco d’Assisi, Sauro conosceva molto bene la vita, i luoghi e le usanze di monaci ed eremiti che, per “piacere a Dio” si sforzavano con indicibili penitenze, mortificazione della carne e dei sensi, digiuni, pratiche religiose attraverso le quali forse l’Iddio tre volte santo avrebbe potuto essere placato… Che liberazione quando Sauro prese coscienza, in età giovanile, del fatto che TUTTE queste pratiche non servono per avvicinarsi a Dio, ma che l’unico sacrificio di Cristo è la sola opera perfetta che ci dà il vero perdono dei nostri peccati e ci fa Figli di Dio.
     L’uomo guarda all’apparenza, l’Eterno guarda al cuore: per questo il nostro cuore, insanabilmente maligno, non poteva essere accetto a Dio che è Santo. Il nostro cuore umano è stato avvelenato dal peccato, ed è come una bella crostata, o un bel pane, al cui interno è stato messo un po’ di veleno: nonostante l’apparenza, questi cibi sono irrimediabilmente rovinati.
     Il compito della Parola di Dio non è quindi quello di MIGLIORARE l’uomo, ma, come un’affilata spada a due tagli, uccide l’uomo, sancisce la condanna dell’uomo che non si ravvede.
     Ma la stessa Parola di Dio proclama anche la salvezza dell’uomo che ricorre al suo Creatore e per fede accetta un’opera già compiuta da Cristo. Ogni albero si riconosce dal frutto, quindi l’uomo pecca perche E’ un peccatore. Ma l’uomo rigenerato, se ripone in Dio tutta la sua fiducia, riposa in Lui e si lascia guidare giorno dopo giorno sarà come un meraviglioso albero che porta il suo frutto e proclama la gloria di Dio.

     Mauro Bini per primo ha poi raccontato come è arrivato alla fede in Cristo: nato in una famiglia di atei, di temperamento razionale e pragmatico, ha attraversato un’infanzia difficile, nella quale ha dovuto imparare a cavarsela da solo. Da ragazzo aveva conquistato tante cose con le sue capacità: un lavoro soddisfacente, un diploma conseguito alle scuole serali, una fidanzata, seri progetti per una famiglia. Sul lavoro un collega gli parlò di Cristo: Mauro, dapprima estraneo al discorso della fede, iniziò a riflettere sulle cose di Dio in un momento di difficoltà personale, in cui si ritrovò anche a pregare. Dopo una serie di vicissitudini, il ragazzo razionale, abituato a cavarsela da solo, che non credeva se non vedeva, chiese al suo collega credente di approfondire il discorso iniziato tempo addietro: la Parola portò frutto nel cuore di Mauro, che prese finalmente una decisione per Cristo, oggi testimoniata con il battesimo.

     Edoardo Canale aveva trascorso un’infanzia difficile a causa di un suo problema fisico, che lo costringeva ad indossare uno scomodo busto ortopedico. Ascoltando alcune cassette musicali per bambini, aveva conforto nel sapere che Gesù capiva ciò che provava e gli era vicino. Nell’adolescenza Edoardo dovette subire un intervento chirurgico dall’esito incerto, per cui chiese a Dio di non risvegliarsi dall’anestesia. Al suo risveglio, l’intervento era riuscito perfettamente, ma Edoardo, vista la risposta negativa alla sua preghiera, concluse che Dio non esisteva. Iniziò un periodo travagliato, il trasferimento a Reggio Emilia per lavoro, il vizio del bere, del fumo… finché attraverso un opuscolo ricevuto durante un’evangelizzazione in centro città, Edoardo iniziò a riflettere e frequentare la chiesa. Fu lì che decise di ravvedersi e credere nell’opera perfetta di Cristo, per diventare un Figlio di Dio.

     La corale, guidata da Alessandro Esposito, ha sottolineato la testimonianza di Mauro ed Edoardo con due canti, all’uscita dalle acque battesimali:

” … E da ora in poi (Gesù) sarà al tuo fianco, ti proteggerà nel Suo immenso amor
solo non sarai da ora e per sempre, Lui ha promesso che non ti scorderà”

e ancora:

“A Gesù fedele io sarò con tutto il cuor, con ciò che ho, le sue leggi sempre seguirò,
a Gesù fedele io sarò, allAgnel di Dio, al Salvator, che la Sua vita per me donò…”

Dopo il ricordo della morte e della risurrezione del Signore, con i simboli del pane e del vino, la chiesa ha organizzato un pranzo, insieme a parenti ed amici, per continuare a gioire della testimonianza di Mauro ed Edoardo, e dell’amore del Padre manifestato in Cristo.
    

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