Viaggio in Abruzzo Nel mese di Aprile Tutti gli edifici erano fortemente lesionati alla base, con vistose crepe e talvolta senza pareti esterne. In ogni spazio disponibile erano state montate delle tende per ripararsi, per quanto possibile, dal freddo e dalla pioggia. Ma tutto intorno regnava un clima di desolazione, smarrimento e paura. Poco dopo il nostro arrivo siamo stati divisi in due squadre per poter dare assistenza nei due campi dati in gestione alla Chiesa Evangelica dei Fratelli. Nel campo di San Sisto la squadra ha aiutato nella pulizia della tenda che è stata poi allestita e adibita a refettorio e attività ricreativa. La distribuzione dei pasti è stata una bella occasione di servire e di mostrare la nostra solidarietà alle persone colpite da questa tragedia. È stata anche l’occasione per capire i loro sentimenti, il loro stato d’animo e il loro sconforto. Questo ci ha permesso di capire in che modo poter dare loro un messaggio di speranza, anche quando la speranza sembra non esserci più: il messaggio del Vangelo. Nel campo di Cansatessa la squadra, coordinata della protezione civile, ha scavato una traccia per interrare i cavi elettrici e rendere sicura la zona della tendopoli. Nelle stesse ore sono arrivate le stufe elettriche da distribuire nelle varie tende e le sedie per i pasti. Nella mattina della domenica Come speravamo e pregavamo, con il lavoro è arrivata anche l’occasione di testimoniare alle persone di ciò che Dio fa nel cuore degli uomini. Testimoniando a un ragazzo che studia in un seminario cattolico, abbiamo parlato di come il Signore ci invita a cercarlo nella Sua Parola (la Bibbia) e a conoscerlo personalmente. Con lui abbiamo parlato dell’inutilità della religione che vorrebbe portarci a meritare un posto nei cieli, mentre Efesini 2:8-10 afferma che non è per le opere che siamo salvati, ma per la fede nel Suo figlio Gesù; Giacomo 2:17 completa il discorso spiegando che le opere sono una conseguenza della fede e la rendono visibile a chi ci sta intorno. Abbiamo anche potuto parlare dell’inutilità di immagini e sculture che rappresentano i vari idoli che arredano le chiese cattoliche, e di Maria che non può essere mediatrice tra noi e Dio, perché, come afferma Paolo in 1 Timoteo 2:5, v’è un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo. Con
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