Battesimi Ottobre 2009.
Domenica 4 ottobre la chiesa di Reggio Emilia via Bligny ha condiviso la gioia e assistito alla testimonianza di fede tramite il battesimo di Elia, Franca, Giorgio, Luiza Vera, Maria Paola, Sabina. Tramite percorsi ed esperienze di vita completamente diverse, questi cari sono arrivati alla fede in Cristo:
Giorgio era completamente ateo, vissuto con grande dedizione al lavoro e alla carriera; arrivato all’età della pensione, il vuoto interiore si faceva sentire sempre di più. Giorgio sentiva il bisogno di frequentare associazioni di volontariato, ed è stato proprio lì che ha conosciuto la prima persona completamente cambiata dalla fede in Cristo. Tramite la testimonianza di questa giovane messicana, prima sempre in lacrime, poi ricolma della gioia della salvezza, Giorgio viene a conoscenza del Vangelo, inizia a frequentare la chiesa e scopre che Dio ha la risposta al suo vuoto interiore.
Elia è nato e cresciuto in una famiglia di credenti; la coerenza della fede dei suoi genitori e delle persone che lo circondano in chiesa lo spinge a conoscere di più e personalmente il Vangelo della grazia. Nonostante la sua giovane età, fa una scelta per Cristo, e si rende conto ben presto delle difficoltà di una vita coerente con la propria fede, controcorrente rispetto al mondo, agli amici, ai compagni di scuola.
Maria Paola sente il profondo bisogno di religiosità: frequenta la parrocchia, conosce frati, suore, a momenti alterni vive un intenso impegno religioso, ma non vive un vero cambiamento nel proprio cuore e nella propria vita. Dopo tante ed amare vicissitudini familiari frequenta un gruppo new age; ma nemmeno questa filosofia la convince fino in fondo. Conosce poi sul lavoro, in ospedale, la madre di un medico del suo reparto, moglie di un pastore evangelico, che le parla del Vangelo della grazia. Il collega medico continua a parlare del vangelo a Maria Paola e la indirizza a frequentare la chiesa di via Bligny, in città. Maria Paola inizia piano piano a capire che non è la religione che salva, ma è l’opera di Cristo compiuta duemila anni fa che ci trasforma, per mezzo della fede e della nuova nascita. Maria Paola accetta il Signore con una sorella della chiesa, e inizia così la sua vita di fede e di testimonianza al marito, ai figli e ai genitori.
Sabina proviene da una famiglia atea, ma da piccola frequenta la scuola domenicale di una chiesa evangelica in Costa Rica, con la tata che accudisce lei e i suoi fratelli. Questo piccolo seme rimane nascosto nel suo cuore per anni, per tutta una vita fatta di sofferenze, di lotte, di ideali politici e sociali. Dopo essere rimasta vedova con un figlio piccolo, ed abbandonata dal padre della sua seconda figlia, Sabina si trova allo stremo delle forze. Lavora in un ufficio pubblico, e allo sportello si trova a trattare con un uomo piuttosto ombroso, scontroso, arrabbiato. Dopo tempo quest’uomo torna per avere risposte su alcuni documenti. Sabina vede una profonda trasformazione nel suo carattere. Nonostante debba dargli cattive notizie sullo stato della sua pratica, quest’uomo non ha più la rabbia e lo scoramento di prima: Sabina è incuriosita e gli chiede il motivo di tanta pace e tanta serenità. Quell’uomo è Giorgio: ha appena dato la sua vita al Signore, e sperimenta la pace e la gioia della salvezza di Cristo. Sabina vuole saperne di più, legge il vangelo, frequenta la chiesa, si ricorda dei bei tempi trascorsi da piccola alla scuola domenicale. Dopo un po’ di tempo si arrende al Signore e lo riconosce come Salvatore e Signore della sua vita.
Franca era disinteressata alle cose di Dio: aveva una famiglia felice, un marito ed una figlia piccola, ed il sogno di migliorare la propria condizione economica attraverso il lavoro in una terra lontana dalla città natale. La sorella di Franca è credente e le parla spesso di Cristo, ma Franca non vuole saperne. E’ troppo impegnata a lavorare e ad inseguire il suo sogno, insieme al marito. Improvvisamente però il matrimonio di Franca entra in crisi, il marito la lascia e lei perde il lavoro: difficoltà insormontabili, con una figlia da crescere. Piano piano, Franca comincia a leggere ed apprezzare i versetti biblici che la sorella le invia con il cellulare; inizia a credere che Dio può e vuole portare i suoi pesi, e quelle frasi prima ignorate, diventano vive e vere per lei. Franca accetta il Signore con una semplice preghiera, sul posto di lavoro. Lo comunica alla sorella, che, felicissima, le consiglia di cercare una chiesa. Franca trova la chiesa casualmente, sbagliando strada mentre cerca una pizzeria. Inizia a frequentare le riunioni e cresce nel Signore, trova un lavoro migliore e la pace e la forza per affrontare le difficoltà della vita.
Luiza invece è straniera, viene dal Brasile e in Italia cerca lavoro ed un futuro stabile e sicuro. E’ religiosa, ma Dio spesso le sembra lontano e incomprensibile. Conosce una ragazza che le parla di Cristo, della salvezza per grazia mediante la fede, accetta l’invito dell’amica e si reca ad una riunione della chiesa evangelica, dove si sente accolta con amore. Luiza non sa cosa fare, non vuole lasciare la sua religione per qualcosa che non conosce. Digiuna, prega e chiede a Dio di mostrarle la via. Si sente stanca… ma il Signore le rinnova le forze quando lei decide di lasciare a Lui il timone della sua vita. Luiza si converte a Cristo e lascia le tradizioni religiose per ubbidire alla parola di Dio.
Storie diverse, percorsi che si intrecciano: il Signore sa rispondere ai bisogni del cuore dell’uomo in ogni circostanza. Il fratello Alberto Montanari ha introdotto le testimonianze dando il consueto cenno storico sul battesimo nel corso dei secoli e nel nuovo testamento.
I canti del coro hanno sottolineato l’emozione e la gioia dei momenti salienti della mattinata. Il fratello Michele Bisceglia ha sottolineato, nel suo messaggio, l’importanza di una reale decisione per Cristo nella vita quotidiana, contrapposta all’ipocrisia della vita religiosa. Dopo il culto, diversi ospiti, amici e parenti si sono uniti alla chiesa per gustare il pranzo insieme, in un’atmosfera gioiosa e conviviale.
Nel pomeriggio il fratello Giorgio De Angelis ha risposto alle numerose domande che gli abbiamo posto per conoscere lo stato dei fratelli dell’Aquila, come procedono i lavori di ricostruzione e l’opera di evangelizzazione. Siamo grati al Signore per averci dato un bel tempo di comunione e una bella occasione di testimonianza.