La prima pagina della Bibbia ci fa conoscere la relazione del Creatore con la Sua creatura eccellente: l'uomo. Al centro di un luogo d'incanto (Eden, delizia) sta l'uomo dotato di tali facoltà per cui è detto che è a “ immagine di Dio ”; la cui relazione con Dio, con l'essere umano posto al suo fianco e con la creazione tutta, è perfetta.
     Da parte del suo Creatore egli è sottoposto ad una prova di ubbidienza: “La proibizione di mangiare del frutto dell’albero della conoscenza del Bene e del Male”. La presenza di tale albero e la proibizione di mangiarne è sufficiente a dare la conoscenza che, per l'essere umano, il Bene vero è l'ubbidienza a Dio, mentre il Male è la disubbidienza. “Ubbidire, anche quando non si comprendono i motivi profondi degli ordini divini, senza dubitare della loro saggezza e dell'amore che li ispira” (Rochedieu). Tutto il piano della rivelazione che Dio fa di Sé all'uomo, prende l'avvio da questo punto base di conoscenza. L'abate Loisy diceva che i racconti della Genesi sono “ una bella favola, ma niente più che una favola ”. Ora una cosa è certa: quando una cosiddetta “favola” pone delle basi che gettano tanta luce sulla realtà delle vicende umane nel lungo corso dei secoli, viene fatto di chiedersi se - mi si perdoni l'espressione suggerita dal citato abate - il “ favolista ” non sia proprio Dio. E allora - se è Dio che parla - qual è la cosa migliore se non quella di tacere, ascoltare e disporsi a capire alla Sua luce?


La tentazione

Entra nella scena Satana, proditorio seminatore di Male. Coprendo di concetti dorati (del suo oro!) il principio della disubbidienza a Dio, dice a Eva: “Nel giorno in cui mangerete (del frutto proibito) gli occhi vostri si apriranno, sarete come Dio (o “ dei ”) e avrete la conoscenza del Bene e del Male” (Genesi 3:4). Quello ch'egli tace è determinante. “Adamo ed Eva, disubbidendo, avrebbero conosciuto il Bene senza avere la capacità di compierlo e avrebbero conosciuto il Male senza avere la capacità di evitarlo” (C.H.M.). Il “Bugiardo” col suo iniquo consiglio induce la creatura di Dio a credere che la disubbidienza al Creatore è liberazione da un giogo; la conseguente cecità morale è capacità di abbracciare un orizzonte più vasto; il regresso, rispetto al principio di giustizia e di bene secondo Dio, è conoscenza. L'impianto dei concetti è capovolto. Eva ed Adamo gli ubbidiscono e così il principio misterioso del Male si propaga in un baleno e per sempre (salvo il “Basta! ” finale di Dio) dalla schiera angelica, ribelle, a loro e a tutta la creazione. E’ la caduta.


Le conseguenze della caduta

Ormai appare chiaro che ogni possibilità di sapere, di “ essere intelligenti ” (Gen.3:6), se è gravata dalla tremenda ipoteca costituita dallo stacco dell'uomo da Dio, si apre su “regioni” che sono minate dal principio del Male. Dove Dio non può dare il Suo assenso è sempre presente il principio del Male. Da questo possiamo capire perché l'uomo, anche quando produce opere del più alto valore - in qualunque branca - non può destinarle ad una sicura finalità di Bene. Non può, né vuole e non può anche se vuole.
     E’ stato il celebre biologo J. Rostand - che pur non professandosi credente – ha dovuto dire una cosa amara: “La scienza ha fatto di noi degli dei prima che ci meritassimo di essere uomini”. Sì, “ dei ” senza Dio. Il che può essere sinonimo di servi di Satana. E lo è perché non c'è terreno neutro su questo punto. E’ terribile il constatare che a questo principio di contaminazione non sfuggono le attività comuni, fondamentali della vita (il lavoro, il nutrirsi, lo stesso amore) che, quando non è condotta da Dio, è sempre avvelenata dal principio del Male (Si legga Matteo 24:37-39).


Il Sacro Libro

E’ solo per mezzo della Bibbia che l'uomo può conoscere Dio, se stesso e può tornare a Dio. Ma, dietro I' azione diabolica, si è insegnato all'uomo che la Bibbia contiene dei miti (favole); le si è affiancata la Tradizione di certa “santa chiesa” che l'ha snaturata; la si è dissezionata con la critica di certe correnti liberali; la si è sottoposta alla interpretazione “ oscillante ” di note linee teologiche e - senza più Genesi - si è avuta la genesi di sedicenti “ dei ” amorali: gli uomini. Per gran parte d'essi anche il vero Bene secondo Dio è ormai un mito. Ed anche quando gli uomini dato che sono ad origine creature di Dio, pur cadute, e dato che Dio in vario modo si è rivelato - arrivano a rendersi conto che v'è un Bene, non possono perseguirlo realmente e costantemente essendo oramai in modo inesorabile inclinati al Male.
     Il corso dei tempi in genere e il nostro in particolare, sono là, per mostrarci quale tragica trappola per uomini sia la vita priva della retta conoscenza di Dio e della conseguente capacità di ubbidirGli. L'Umanesimo stesso, che è rivalutazione dell'uomo, in quanto non tiene conto del Signore della Creazione e della Redenzione, sfocia nel disumanesimo.
     Tutta l'opera della salvezza divina - preordinata ab eterno - si manifesta dal momento della disubbidienza dì Adamo ed Eva. L'uomo, sulla base della Grazia e della Fede, è ricondotto a Dio attraverso la Persona e l'Opera dell'Unigenito Figlio di Dio: il Signore Gesù. Egli - il divino Rivelatore di Dio - è a Sua volta rivelato dallo Spirito Santo attraverso tutta la Bibbia.
     Porre in Lui la Fede - la cui sorgente è nella Grazia - vuol dire riacquistare la vera conoscenza di Dio e - per Lui - aver vittoria sulla potenza satanica. Vittoria in eterno. Grazie siano rese a Dio.
     Ma, dunque, si può proprio dire che, quello della Genesi, sia un “ alberino ” da favola? lo come cristiano e cristiano evangelico - non posso che dire NO! E, grazie al Signore, non sono il solo.

Gian-Nunzio Artini